Il motore del successo: la Motivazione

Con questo post, inizia la collaborazione fra il nostro blog e Gianmarco Antonelli, che coordina il sottogruppo “Professione Project Manager” all’interno di BolognaIN. Benvenuto Gianmarco!

Siamo sottoposti a ritmi di lavoro sempre più serrati e abbiamo dei momenti in cui pensiamo di non farcela, poi scatta qualcosa dentro di noi che ci impedisce di mollare.

Qual è la scintilla che ci fa ripartire ?
Possiamo accenderla quando vogliamo oppure è una reazione inconscia ad un momento negativo ?

Sto parlando dela motivazione, un meccanismo psicologico che agisce sulla focalizzazione degli obiettivi e permette di concentrarsi sul risultato tralasciando il contorno.

Il maratoneta italiano Stefano Baldini

Queste considerazioni mi hanno portato ad approdondire il discorso e come tutti i neofiti mi sono affidato al sapere comune.
Wikipedia la definisce così:

La motivazione è l’espressione dei motivi che inducono un individuo a una determinata azione, si tratta di uno stato interno della persona che attiva, dirige e mantiene nel tempo un determinato comportamento.

La motivazione viene generalmente suddivisa in:

  • Motivazione estrinseca: la persona si impegna in un’attività per ricevere dei complimenti o per evitare una brutta figura, cioè un riconoscimento esterno rispetto all’attività;
  • Motivazione intrinseca: la persona si impegna in un’attività che trova stimolante e che aumenta la propria competenza.

Molti autori hanno scritto sull’argomento, Freud attorno al 1900 parlava di pulsioni, Maslow nel 1954 di bisogni, ma chi ha dato il la agli studi più recenti è David McClelland nel 1961 che identifica 3 motivazioni fondamentali:

  1. Il bisogno del successo (o della riuscita) rispecchia il desiderio di successo e la paura per il fallimento.
  2. Il bisogno di appartenenza combina i desideri di protezione e socialità con la paura per il rifiuto da parte di altri.
  3. Il bisogno di potere riflette i desideri di dominio e il timore di dipendenza.

McClelland sostiene che la combinazione di questi tre elementi varia nel tempo e caratterizza la nostra motivazione.

Tornando a noi: a chi non piacerebbe lavorare su questi bisogni in modo da controllare la propria motivazione ?

Ed ecco che in un momento culturale in cui l’attenzione si sta spostando sempre di più sulla persona, la capacità di allenare i singoli bisogni è diventata un fattore di business lanciando la tendenza del coaching (personal coach, life coach… ).

Quali sono secondo voi gli elementi utili e quelli dannosi per la vostra motivazione ?


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